Ciao, sono Donato: SEO tecnico e domatore part-time di AI
Cosa faccio
Lo so già come dovrebbe andare ‘sta pagina: io scrivo che sono “dinamico, appassionato e orientato ai risultati”, tu leggi annuendo come davanti al foglietto di una medicina che non leggerai mai. Saltiamo quella parte: ti dico le cose come stanno, tu decidi se ti sto simpatico.
Di mestiere passo le giornate a far capire le cose alle macchine, cioè a Google e ultimamente agli LLM. Sulla carta sono un SEO tecnico, ma con un difetto di fabbrica: scrivo codice e costruisco flussi di lavoro basati sull’AI. Non quelli da convegno, ma quelli veri, pilotati a mano finché smettono di combinare guai, e sempre data driven.
Entità & knowledge graph
Google e gli LLM non cercano più parole: cercano cose. Entità. Persone, aziende, concetti e i fili che li tengono insieme. Si chiama knowledge graph, ed è la mappa con cui le macchine decidono se per loro esisti.
Io lavoro lì: costruisco contenuti e architetture (con dati strutturati) che trasformano un brand in un nodo netto dentro quella mappa. La stessa fatica paga due volte: SEO classica e ottimizzazione per gli LLM (GEO, AEO). Due piccioni, una fava, nessun fumo negli occhi.
Automazione SEO
Ho una regola: la prima volta un problema lo risolvo a mano; la terza costruisco qualcosa che lo risolva al posto mio. Da qui nascono i miei strumenti di automazione SEO, tra vibe coding e sviluppo classico quando la roba deve reggere il peso.
Ad Advanced SEO Tool (AI Edition) a Milano sono salito sul palco con un flusso che prende una scansione di Screaming Frog e la trasforma in una roadmap di contenuti orchestrando un set di API. Dal classico “ecco i 40.000 problemi del tuo sito” al “ecco cosa scrivere e in che ordine”.
Progetti SEO e AI
Sui dettagli sorvolo, ma negli anni ho messo le mani su parecchi progetti SEO e AI, di tutte le taglie: audit, indicizzazione, performance, monitoraggio su GA4 e Search Console. Il mestiere l’ho fatto sul serio.
E poi mi capita di insegnare SEO e AI. Insegnare è il rilevatore di bugie più onesto: se davanti a venti persone non sai spiegare una cosa, non l’avevi capita.
Da dove arrivo
Vengo da una famiglia di artigiani della pelle, e la radice è ancora quella: una cosa fatta bene si vede, si tocca e dura. La semplicità l’ho imparata lì.
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Fuori dallo schermo
Su Instagram mi sono auto-definito “Schiacciatore Professionista di Tasti” e, onestamente, è la definizione più accurata di me. Cammino in salita tra gli alberi, suono chitarra e pianoforte da “entusiasta più che bravo”, scatto foto e bevo rum buono in buona compagnia. Mi vedrai col cappellino: serve a tenere ferme le idee.
Di cosa ti occupi, in due parole?
SEO tecnica, sviluppo e automazioni basate su AI. Faccio in modo che un sito sia chiaro per Google e per gli LLM, e che lo resti nel tempo.
SEO o sviluppatore?
Sì. Sono un SEO che sa mettere le mani nel codice e costruirsi i tool da solo, invece di aspettare che qualcun altro lo faccia (male).
Cos’è ‘sta storia dell’AI nella SEO?
Non magia: flussi di lavoro pilotati e data-driven che automatizzano la parte noiosa (audit, analisi, prioritizzazione) e lasciano a me la parte che richiede testa.
Lavori da remoto?
Sì. La mia scrivania è ovunque ci sia connessione e un cappellino.
Qui si fa networking, non vendita.
Questa non è una pagina dove cerco di venderti qualcosa. È una pagina dove mi fa piacere conoscerti, se qualcosa di quello che hai letto ti ha incuriosito: un progetto, un’idea sgangherata, una sfida di SEO tecnica che nessuno vuole prendersi in carico, o anche solo due chiacchiere su SEO e AI senza una singola buzzword.
Scrivimi. Nel peggiore dei casi ci scambiamo due opinioni e ci salutiamo cordialmente; nel migliore, finiamo per costruire qualcosa insieme. Entrambe le ipotesi mi vanno benissimo.
Scrivimi